Lago di Urmia
Un tempo uno dei più grandi laghi salati della Terra. La diminuzione delle piogge e i prelievi d’acqua per l’agricoltura ne hanno trasformato gran parte in una distesa di sale.
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Il nostro lavoro
HERA lavora su un legame troppo spesso trascurato: il momento in cui il degrado ambientale si trasforma in sfollamento — e le decisioni che ci stanno dietro.
Lo sfollamento ambientale è prima di tutto un’esperienza umana. Raccogliamo le testimonianze delle comunità colpite — con il loro consenso informato e mettendo al primo posto la loro sicurezza — e le affianchiamo ai dati.
Monitoriamo il prosciugamento di laghi e zone umide, la subsidenza del suolo, le tempeste di polvere e l’erosione con dati satellitari, statistici e raccolti sul campo.
Una conoscenza che non raggiunge mai le comunità non le aiuta. Creiamo corsi di formazione, laboratori e risorse aperte perché le prove diventino uno strumento.
Molti disastri ambientali non sono naturali: sono il risultato di decisioni. Analizziamo le politiche, i progetti e le scelte che stanno dietro ai danni ambientali, e rivolgiamo ai responsabili domande fondate sulle prove.
Primo ambito di ricerca
Il mandato di HERA è globale. Il nostro primo programma di ricerca parte dall’Iran e dalla regione circostante — dove il collasso ambientale e l’assenza di responsabilità si alimentano a vicenda.
Un tempo uno dei più grandi laghi salati della Terra. La diminuzione delle piogge e i prelievi d’acqua per l’agricoltura ne hanno trasformato gran parte in una distesa di sale.
Alimentati soprattutto dal fiume Helmand, i laghi di Hamun si sono prosciugati più volte dopo la grave siccità della fine degli anni Novanta.
Il fiume di Isfahan è rimasto in secca nel tratto cittadino per lunghi periodi, e la zona umida di Gavkhuni, dove termina il suo corso — una zona umida di importanza internazionale —, si è in gran parte prosciugata.
La polvere sollevata dai letti dei laghi prosciugati e dai terreni degradati percorre centinaia di chilometri, attraversa i confini e riempie l’aria che le persone respirano.
La siccità e l’abbassamento delle falde acquifere fanno morire frutteti e pascoli, e spingono le famiglie dei villaggi agricoli ad andarsene.
Nessuna testimonianza viene pubblicata senza un consenso chiaro, che può sempre essere revocato.
Proteggiamo l’identità delle persone a rischio; l’anonimato è la regola.
Pubblichiamo dati, metodi e limiti insieme a ogni studio.
I rapporti principali vengono esaminati da esperti indipendenti prima della pubblicazione.
Una mappa interattiva dei legami tra danni ambientali e sfollamento, costruita su dati aperti.
Testimonianze documentate delle comunità colpite, raccolte secondo un protocollo etico completo.
Rapporti di ricerca e documenti di indirizzo (policy brief) con identificativi permanenti (DOI).
Se lavori su temi affini, saremmo felici di parlarne con te.